
26 Mar Giuditta e Oloferne
Il misfatto avvenne in una tenda, ma si sa che, in guerra, la tenda è come la casa.
Nonostante le mogli fossero lontane, il poco di umano, di familiare e di domestico che restava agli uomini era tutto lì, nelle tende.
Questo, almeno, credevano i soldati, e lo credeva Oloferne, lo spietato generale dell’esercito di Nabucodonosor che, davanti alle lusinghe di una donna, pensò di poter lasciare la guerra fuori dal sacro luogo in cui si celebrava l’intimità della casa.
Lo sperava anche Giuditta, la giovane che, pur di salvare il proprio popolo, decise di colpire il nemico nell’unico luogo nel quale avrebbe potuto trovarlo indifeso.
Betulia, giunta allo stremo, stava ormai per capitolare.
Fu allora che Giuditta, splendidamente abbigliata, si introdusse nel campo nemico accompagnata dalla sua fedele ancella. Senza guardare in faccia nessuno, si diresse alla tenda di Oloferne e, fingendo di volersi concedere all’uomo che ormai aveva vinto il suo popolo, lo sedusse.
Ma quella stessa notte, mentre il generale giaceva intorpidito dal vino, Giuditta, sfilata la scimitarra dalla sua armatura, gli sferrò un colpo mortale.
Con questo dittico preziosissimo, Sandro Botticelli ci racconta ciò che seguì il misfatto.
Da una parte, nella tenda di Oloferne, la scoperta del cadavere; dall’altra, Giuditta e l’ancella incedono verso Betulia, per consegnare al loro popolo la prova della libertà.
Opposte nei toni e nei colori, le due tavolette costituiscono una sintesi di ineguagliabile perfezione. La violenza che caratterizza la prima si dissolve nello spazio aperto e libero della seconda, dove le tonalità si sfumano e la composizione si fa più sgombra. Gli abiti delle due donne svolazzano, intrisi di luce, mentre, con uno fugace sguardo all’indietro, Giuditta si assicura che nessuno le abbia seguite.
Ma i nemici sono tutti affacciati alla tenda di Oloferne, dove una lama di luce
squarcia la penombra mostrando il corpo mutilato agli sguardi attoniti degli astanti.
Nel frattempo, le due donne incedono senza impedimento. I loro corpi, come senza peso, si librano sulle ali della libertà.
No Comments