
12 Mar Nascita della Vergine
Questa opera mi ricorda un pomeriggio soleggiato di circa un anno fa, in cui @chiarastours ci portò, per una volta da spettatrice e non da guida, alla Galleria Doria Pamphilj. Ci restammo fino alla chiusura, attaccate all’audioguida, ammaliate dall’accento inglese del principe Pamphilj, che ci raccontava della sua infanzia trascorsa nel palazzo, tra un Caravaggio e un Tiziano, tra un Velasquez e un Carracci.
In mezzo a tutta quella bellezza, quasi spaesante, venni attratta da questa tavola piccola piccola e preziosa. Mi piacque così tanto che mi comprai la cartolina e me la attaccai sopra al letto. Una camera in una camera, un letto su un letto.
È una natività della Vergine, scena domestica per eccellenza. Sant’Anna, affaticata dal parto appena avvenuto si sporge verso l’ancella, che con un elegante turbante sulla testa e un drappo decorato sulla spalla, versa dell’acqua in un tino, per farle lavare le mani.
Maria piccina, già dotata di aoreola, punta i piedi sul grembo di un’altra ancella, dalla pragmatica manica arrotolata, che la sostiene tenendola stretta. Forse l’ha appena lavata e la coccola, nell’attesa che si asciughi nel suo panno bianco, al calore del fuoco, che sale verso la cappa del camino.
La signora con le trecce bionde acconciate intorno alla testa se ne sta accovacciata a conversare con Maria, agita le mani, tutte e due insieme. Maria le allunga titubante la manina, ma allo stesso tempo si ritrae, nel collo dell’ancella, con lo sguardo che spesso hanno i bambini davanti agli adulti che fanno ghirighiri.
Da sinistra, sotto un arco dalla prospettiva più che incerta, entra un’altra ancella, esile, elegante, che non sapremo mai cosa tiene in mano.
Questa natività della Vergine, attribuita alla fase giovanile dell’artista senese Giovanni di Paolo, prima metà del ‘400, era probabilmente parte di una predella, con storie della Vergine, destinata all’altare di una cappella senese.
Tra i colori vivaci della loro casa, le sei donne immerse in un senso di intimità quotidiana e casalinga, di gioia e condivisione delicata, mi appaiono oggi quantomai confortanti.
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