
21 Mar Il Giardino dello Scheggi a Settignano
Non c’è tempesta a cui non segue la quiete e non c’è turbolenza o fermento che ad un certo punto non si stemperi lasciando spazio al silenzio.
Brillante e irrequieto, Telemaco signorini percorreva l’Europa in lungo e in largo, alla ricerca degli ambienti più innovativi e all’avanguardia, delle città più scoppiettanti, dei salotti più aperti, dove il dibattito sociale e politico era sempre all’ordine del giorno e gli animi, perennemente infuocati, mantenevano saldo il proposito di non affievolirsi mai.
Ma ad ogni viaggio segue, seppur breve, un ritorno a casa e arriva, per Telemaco il momento di rientrare a Firenze. O a Settignano, dove con gli amici del caffè Michelangelo, amava talvolta ritrovarsi, per evadere dalla confusione della città. E allora il consueto rendez-vous avveniva in questo cortile, a questo tavolino dell’osteria degli Scheggi, affacciato sul verde della campagna. Qui, nella pace delle colline, anche la pittura assumeva tonalità più distese e, senza rinunciare alla schiettezza con cui rappresentava la realtà, la vita, le problematiche di una società in trasformazione, poteva ritrarre l’asciutta bellezza del paesaggio toscano, paradigma universale di bellezza.
Ma stavolta attorno al tavolo non c’è nessuno: le panche in legno sono sgombre e l’unica figura che anima la scena è un gatto bianco che siete di spalle, sopra uno sgabello. Si direbbe che siano tutti andati via, eppure le persiane sulla destra sono aperte…
È l’alba. Probabilmente l’oste è già all’opera dietro l’edificio mentre, in lontananza, il campanile della chiesa di Settignano attende in silenzio il momento in cui il brulichio delle persone salirà su per la collina. Allora le campane suoneranno e la gente accorrerà ai tavoli e sarà tutto un vociare e brindare e far festa…
Dopo il pranzo qualcuno si tratterrà ancora un po’, magari tirerà fuori un astuccio di pennelli e si metterà a disegnare. Nonostante i colpi bruschi, ruvidi e le sue pennellate, alla fine riconosceremo nitidamente tutti i dettagli: il tavolino, il muro bianco un po’ annerito dal temp il gatto, il paesino in lontananza…
Opera: Mattino di Settembre a Settignano (L’Osteria dello Scheggi a Settignano)
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